RossoSangue

Da piccolo avevo paura del sangue.

RossoSangue

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RossoSangue non è un blog. Per scoprire cos'è: Non avere fretta. Allarga la pagina. Chiudi fuori il tempo. Leggi. Se sei sensibile alla violenza e al dolore...No. Tutti i personaggi, le storie, le idee, sono assolutamente e totalmente frutto della truce e scellerata fantasia del loro autore. Testi e immagini non sono protetti da Copyright, ma. Alcuni Diritti sono riservati da Creative Commons. Per sapere quali clicca sul marchio a fondo pagina. Se vuoi usare i testi, parlarmi, denunciarmi o farmi male, prima scrivimi. Uccido sezionando da vivo chi mi scrive a: e.a.poe@hotmail.it

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mercoledì, 23 novembre 2005
Ariel IV (l'analisi)

Un urlo tremendo squarcia il silenzio più nero.
Una terribile verità frantuma in un attimo ogni illusione.
L’ossuta mano della ragione scaglia a terra lo specchio del futuro, un fragore enorme, un massacro di stelle esplode nel corpo, in testa, ovunque, in sordina. 
Non c’è più tempo.

Una volta innescata, la bomba esploderà.
Saperlo non cambia affatto le cose.
E lui sa, ora.

Sa che non si alzerà mai più da quella sedia. Sa che non vedrà mai più nessuno di voi. Sa che non toccherà mai più un fiocco di neve, sa che mai più respirerà l’odore frizzante del mare, mai più.

Si, avevo smesso di fare del male alle persone. So perfettamente che è sbagliato. Chi sono io per giudicare le azioni altrui? Chi sono io per arbitrare la vita e la morte? Posso io decidere di dare il dolore a mia discrezione? Ma non è così semplice. Non c’è sempre giusto e sbagliato. Io vivo costantemente sul traghetto che costeggia le sponde della follia. Ed è per questo che ho la facoltà non comune di saper riconoscere altra follia.
Allevio il dolore a quanti soffrirebbero per mano delle mie vittime.
Io sono l’anticrimine. Io, il crimine.

Mi era sembrato un bravo ragazzo. Dice di avere venticinque anni. L’età dell’onnipotenza. L’età in cui la consapevolezza di sé poco a poco si sovrappone ai propri sogni, completandoli con la volontà di realizzarli, a volte, o sciogliendoli con la fiamma tiepida della rinuncia, più spesso.
Venticinque anni. Dove il germe rompe il suo bozzolo e si mostra nudo e sincero al mondo.
Il suo germe era malvagio.

Non mi piace essere una preda. Odio essere trattata da preda. E lui lo ha fatto. Schifoso maiale che non sai tenere a bada i tuoi istinti carnali. Non ci si comporta così con una donna. Chissà quante volte lo avrà fatto. Sicuro e spietato dietro il suo scudo di muscoli.
Non voglio giustificarmi - Ariel sei una schifosa assassina - ma non è così che si tratta una donna, bello. Non puoi fare il carino tutta la sera per portarmi a casa tua, sul tuo fottuto strabrillante parquet, per poi trattarmi come una schifosa troia e sottomettermi alle tue sadiche perversioni sessuali.
Io non esco mai senza poche, necessarie cosine antistupro.
Qualche pillola di sonnifero solubile.
Qualche siringa.
Qualche droga.
Manette.
Il mio fedele bisturi.
Non che abbia sfiducia nella gente. Ma non si può mai sapere chi si ha davanti.
La città inganna e crea follie e perversioni, isolando le persone. La città è diabolica, perversa.
Anche la provincia ha le sue follie, ma per certi versi sono follie in scala, isolabili, eccezioni di una regola ristretta al luogo. La città invece vive una vita propria, che è la somma, anzi il prodotto delle migliaia di vite singole che vi partecipano, che si scontrano, che si influenzano nella loro individualità. Forse io sono l’anticorpo di questo organismo, autosufficiente e spietato.

Questo pensiero mi attraversa richiudendomi il portone di casa sua alle spalle, mentre lui è ancora là, seduto con le sue paure, i suoi sogni infranti e la miccia accesa.

L’ho lasciato fare. Volevo vedere fino a che punto si sarebbe spinto. E si è spinto parecchio in là per essere ancora un ragazzo. Mi ha fatto godere, e non è cosa da poco. Per questo per un attimo, ma soltanto per un attimo, ho anche pensato di lasciarlo in vita, di graziarlo. Ma era un pensiero debole. Non ci credeva neanche lui. Il pensiero, intendo.
Così mi sono decisa. Un po’ di sonnifero nel vino e comincia il gioco, quello vero.
Le dosi vanno rispettate, se si vuole che il gioco sia interessante. Ho portato una sedia in mezzo alla stanza e l’ho convinto a sedersi. Non è difficile se sei nuda, dall’apparenza vogliosa e con un bicchiere di bollicine in mano. Quindi ho aspettato che il sonnifero liberasse il suo effetto, addormentandolo. Mi sono levata da lui, mi sono accesa una sigaretta ed ho aperto il doppiofondo della mia borsa. Dopo averlo imbavagliato e legato mani e piedi alla sedia ho atteso che si risvegliasse.  Ed ho cominciato il mio gioco prima che riprendesse completamente le forze.

“Non sto scherzando”, gli ho detto. E gli ho infilato la siringa nel braccio. Lidocaina e Atropina a basse dosi. Vengono usati in medicina come antiaritmici, ma raggiungono il loro meglio come sostanze stupefacenti. Dapprima provocano sonnolenza, ed in questo stato di torpore cominciano ad agire come dissociativi provocando agitazione mentale, confusione e difficoltà a comunicare al mondo esterno le visioni che si percorrono nel proprio viaggio onirico.
Non se la passava poi così male. Ma doveva ancora arrivare il momento del dolore.

Stava costruendo un qualche mobile, il povero ragazzo ingegnoso, e in un angolo dell’appartamento c’erano cataste di assi e listelle di legno, e pialle, livelle, seghetti e altri attrezzi da legno. C’erano rotoli di carta vetrata. Ma ciò che più mi colpì fu un mucchietto di chiodi belli grossi, di un bell’acciaio splendente, ed un grosso e pesante martello.

Raccolsi sia i chiodi che il martello e posai tutto a terra davanti a lui. Lui vide. E forse capì, anche.
Quindi trasportai dei mobili abbastanza pesanti, una scrivania il tavolo ed il divano, vicino a lui, e li appoggiai contro la sua sedia su tre lati, destro sinistro e dietro, in modo da evitare che si ribaltasse.
Anche se drogato era possibile che al primo chiodo reagisse dimenandosi fino a cadere.
La sua espressione non cambiava, mentre facevo tutto questo. Se ne stava rigido, tutto contratto, paralizzato dalla paura. Era eccitante. Cercavo di immaginare che cosa mai potesse pensare. Ma pensava. Capiva. Lo leggevo nei suoi occhi. Era stranito, ma cosciente.

“Il tuo tempo è finito,” gli dissi, “lo capirai.”

Presi una lampada da tavolo e tagliai il filo. Poi tagliai tutti i cavi di corrente che trovai in casa e con pazienza ed un paio di forbici li unii in un unico cavo molto lungo, lungo dalla sedia dove lui era seduto alla cucina. All’estremità della cucina attaccai la lampada, mentre all’estremità opposta collegai il tasto dell’accensione e la spina, che infilai in una presa di corrente. Ed iniziai a martellare.
Dieci chiodi, dieci dita.
Dieci chiodi, tutti saldamente piantati al suo nuovissimo parquet.
Si dimenava come un pazzo. L’effetto delle sostanze svanito a causa dell’adrenalina prodotta dal suo corpo lasciava spazio alla lucida consapevolezza della fine, che scaglia a terra lo specchio del proprio futuro, mandandolo in pezzi in un tumulto sommesso.
Non aveva nulla a portata di mano che potesse essergli utile per schiodarsi da quella situazione, ed il sangue, quel preziosissimo liquido che diamo per scontato, lo stava abbandonando poco a poco, ci sarebbero volute ore, forse giorni.
Una morte del genere ti porta alla pazzia. Vivo ma già morto.
Così gli diedi la possibilità di farla finita da solo.
Gli misi in mano l’interruttore della lampada che avevo posto in cucina.
Accesi il gas e me ne andai.

Postato da: WithoutGod a 19:41 | link | commenti (42) |
ariel


Commenti
#1   24 Novembre 2005 - 14:05
 
Bentornato!
Mi piace proprio...
Bello!
Lisa
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#2   24 Novembre 2005 - 16:38
 
Ohhhh cazzo doveva nevicare per riaverti produttivo tra noi.
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#3   24 Novembre 2005 - 16:54
 
Ecco, proprio questo mi mancava durante la tua pausa silenziosa: la tua spiccata sensibilità!

Eppure rimango un'affezionata lettrice... Tu mi hai drogato!
Voglio la verità!!!
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#4   24 Novembre 2005 - 17:13
 
Sono SSSensssibilisssimo io.

nero...
"non dire gatto finchè non l'hai nel sacco."

(comunque è sempre un piacere tornare qua.
è bellissimo...
sigh...)
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#5   24 Novembre 2005 - 18:10
 
Allora sono solo stati gli insulti a spronarti? Ben venga... ;)
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#6   24 Novembre 2005 - 18:13
 
ben venga l'insulto, allora.
ma l'insulto de quelli boni.
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#7   24 Novembre 2005 - 23:09
 
a quanto pare ti è tornata l'ispirazione...
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#8   25 Novembre 2005 - 11:59
 
sempre più sanguinoso e crudele eh!

...ed emozionante, come sempre.

Solo un piccolo appunto WG: se l'interruttore serve per far in modo che l'accensione della lampada provochi lo scoppio, allora il gas dovrebbe essere aperto, non acceso.
Ma se il gas fosse aperto, lui potrebbe morire tranquillamente nel sonno grazie all'inalazione del gas stesso... e allora non avrebbe più una morte atroce...

... o forse c'è qualcosa che mi sfugge?

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#9   25 Novembre 2005 - 18:52
 
si.
effettivamente,
ma la spiegazione, segreta cara,
è che la lampada se ne sta in chiusa in cucina, in modo che il gas non possa raggiungere lui.
l'idea è che lasciando leggermente la finestra della cucina aperta, il gas non si comprima a tal punto da passare sotto la porta verso il salotto, e mantenga comunque la cucina abbastanza satura da esplodere.

e dicendo accesi il gas ariel voleva in realtà dire aprii le valvole dei fornelli, e mi richiusi la porta della cucina alle spalle.

solo che, cazzo, non l'ha detto.

viene da chiedersi... perchè?

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#10   26 Novembre 2005 - 13:30
 
cazzo!
WoW!

lovertits.splinder.com
utente anonimo

#11   27 Novembre 2005 - 18:42
 
lo spray al peperoncino rovina tutto;)

*O
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#12   27 Novembre 2005 - 19:02
 
orsa
non posso darti torto.

via lo spray.
manette.
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#13   27 Novembre 2005 - 19:45
 
molto meglio manette;)
e un po' di marmellata di cuore ci starebbe pure bene.
ma quella lasciala a me.
..sono io l'esperta..hahahah..
*O


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#14   28 Novembre 2005 - 12:17
 
porc pulp

c
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#15   28 Novembre 2005 - 13:31
 
oh,
sei prolisso come la tombola natalizia.

ma sempre ci piaci,
è chiaro.


scusa però l'altro
giorno,
stavo facendo sesso

ahahah


(non è vero,
ero uscita)




love u
(ma non montarti la testa:))



Serena e i Mambassa.
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#16   28 Novembre 2005 - 16:42
 
è troppo intasato,
vero.

pensava un mio amico caro
di metterlo a pagamento,
cosa dici?

divento ricca?


qua le olive non mancano mai,
lo sai.


adorazione extravirtuale
da patatina fritta.

dai,
dammi un bacio,



chè non lo fai da un sacco.
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#17   30 Novembre 2005 - 15:21
 
ah, non so se invidiarti di più la bravura o la fidanzata virtuale.
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#18   30 Novembre 2005 - 15:40
 
ahahah,
abte che domande.

la bravura è un'opinione,
mentre le tettone della Platica sono vere,
anche se,
virtuali.

wg
utente anonimo

#19   30 Novembre 2005 - 18:43
 
ma la tua fidanzata lo sa che dici queste cose di lei?
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#20   30 Novembre 2005 - 18:47
 
lo sa.
e sa pure
che la fidanzata-sorella
è gelosa.

dei suoi amanti
e delle sue tette.


(sanguinario wg
ti ammirerei
se non svenissi al pensiero del dolore
atrui).
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#21   30 Novembre 2005 - 21:37
 
con lei????
hahahahah mi sembra di stare all'università un saluto...mmm amico della mamma....ciaoooo
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#22   30 Novembre 2005 - 22:02
 
accidenti, qui si configura un gustoso triangolo. posso infilarmici? (ogni doppio senso è puramente voluto).
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#23   30 Novembre 2005 - 23:09
 
Oh
ma io il sangue lo adoro
il mio in particolare
e quello degli altri in giusta misura.

E' che il dolore
è una cosa strana
è come se lo sentissi davvero.
Come se si potesse avverare,
come una specie di superstizione.

Poi c'è chi dice che scrivere è come esorcizzare
per me sarebbe
un inutilissimo
rinvangare.

In fondo
Sono pur sempre
una donnicciola.
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#24   01 Dicembre 2005 - 00:18
 
ma fatti la barba,
communnista!


(dai che mò limono lo schermo)


qui si parla delle mie tette!

ohhhhh

che nessuno
le ha mai viste per davvero,
quindi


potrei anche essere piatta,
sapete?



(razza di bugiarda)
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#25   04 Dicembre 2005 - 15:46
 
io ho un amico che si chiama ariel

c
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#26   05 Dicembre 2005 - 22:06
 
lovertits.splinder.com
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#27   06 Dicembre 2005 - 00:51
 
e se ci beccassimo,ai soulwax?
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#28   06 Dicembre 2005 - 20:36
 
ahahah
jack non ha paura di essere sgozzato ;)


è così bellinno
il senzadio

che quasi ci vengo pure
io al concerto.


come no.



ma te la sei fatta la barba?


Serena ama il Che
(ahuahauhauah)
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#29   06 Dicembre 2005 - 20:43
 
ehehehe,
la barba ricresce sempre.

jack...
il coltello è nascosto.

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#30   09 Dicembre 2005 - 09:28
 
no...no...
io ero lì da sola!!!!
tutta sola soletta col mio vestito corto nero di velluto e la collana di perle lunghissima!!!!m'hanno anche fatto una foto e fatto firmare la liberatoria per metterla sul sito...
madò non ci credo...e pensare che ho vagato sola tra la folla tutta la sera e ho ballato come una pazza isterica senza nessuna compagnia!!!!!
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#31   09 Dicembre 2005 - 09:29
 
l'ho detto che ero sola=?
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#32   09 Dicembre 2005 - 11:35
 
Da quanto tempo
non leggevo più i tuoi
pensieri rosso-sangue!

Un bacio
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#33   12 Dicembre 2005 - 21:23
 
Secretely, il gas della cucina non provoca la morte per avvelenamento (o quello che sia l'inalarlo...), il suo unico pericolo è l'esplosione. Il nostro Rossosangue ha indovinato senza neppure saperlo... quando uno e Grande! :-P
Mario
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#34   13 Dicembre 2005 - 23:52
 
Ma davvero??? Non posso crederci! Allora mi hanno sempre raccontato una marea di bufale!!

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#35   14 Dicembre 2005 - 10:56
 
eh eh, segreta...
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#36   14 Dicembre 2005 - 11:13
 
io ti piglio
e ti faccio crocifiggere
accanto amme.

così stiamo vicini
e ci sputiamo bene addosso.

al bosco certe volte
ci penso
ma senza te
mi è difficile andarci.

anche tu ci pensi,
vero?
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#37   15 Dicembre 2005 - 09:49
 
notevole
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#38   15 Dicembre 2005 - 19:06
 
Rosso il tuo mondo,
proprio come il mio!
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente xxLucreziaxxx

#39   16 Dicembre 2005 - 12:30
 
quanto devo aspettare per poter ancora godere della tua sfrenata fantasia...??

saluti

Caro
utente anonimo

#40   16 Dicembre 2005 - 15:29
 
your readers are waiting for your next bloody and sexy story!

squeeze your hellish mind!

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#41   16 Dicembre 2005 - 17:13
 
ragazzi, ragazzi...

l'attesa è come il carrello della spesa.

più la riempi più bello sarà pagare.

(chiaramente è una metafora, non si sa bene di che, ma senza dubbio è una cazzo di metafora.)

non ci piove,
Wg.

[che non ha palesemente più sbattimenti.]

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#42   16 Dicembre 2005 - 18:21
 
Il rosso scorre...

Baci scarlatti! :*
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